Vuoi finanziare un progetto? Prova col crowdfunding!

Il crowdfunding è nato in Australia e negli USA, dove ha avuto un grandissimo successo fin dall’inizio. Ultimamente si sta espandendo anche in Italia e i dati sono ampiamente incoraggianti. Ma cos’è e, soprattutto, come si fa?

Cos’è il crowdfunding
“Crown” significa “pubblico generico” e “funding” significa “illustrazione di un progetto”. Questa pratica significa, quindi, letteralmente: chiedere a un pubblico sconosciuto di partecipare economicamente alla realizzazione del progetto illustrato. Viene usata per raccogliere fondi destinati a diversi scopi, in base all’associazione o all’idea del singolo. Naturalmente, l’operazione si svolge su internet, grande bacino di utenza dove è possibile raggiungere, in pochi giorni, milioni e milioni di persone e, quindi, un grosso numero di potenziali finanziatori. I social sembrano essere la forma di pubblicità ideale per tentare di racimolare somme di denaro destinate a finanziare attività o progetti e il tutto si svolge in modo estremamente semplice. Ecco come fare crowdfunding spiegato in step:

– avere un progetto o una star-up
– utilizzare una piattaforma abilitata
– illustrare il progetto il meglio possibile sul sito specifico, possibilmente poi pubblicizzare la propria inserzione tramite un blog, una pagina social
– chiedere ai lettori e a tutti i naviganti di partecipare, andando sulla piattaforma specifica e facendo una donazione, anche minima
– raccogliere i proventi e aggiornare periodicamente e meticolosamente la pagina per far sapere ai finanziatori come si sta svolgendo il progetto

Fare crowdfunding è legale?
Richiedere donazioni per finanziare un’iniziativa è una cosa assolutamente legale, così come fare crowdfunding, e viene riconosciuta come ricezione d’ordine. Una volta era concessa solo a istituti bancari, assicurativi o ad associazioni ben definite. Adesso, invece, è stato riconosciuto un diritto per tutti poter chiedere aiuto per mettere in campo un’idea o un’iniziativa, soprattutto se a scopo sociale. Esistono diverse piattaforme sulle quali è possibile operare e, successivamente, sponsorizzare dai propri blog o pagine social per invitare i propri contatti ad andare a fare una donazione. La normativa di riferimento è l’articolo 3 del MiFID, sottoposta a scrupolosa attenzione e vigilanza del Consob.

Le varie tipologie della richiesta di fondi
Esistono diversi modi per richiedere fondi e la classificazione può essere riassunta così:

– donazioni semplici: si chiede la partecipazione finanziaria, anche tramite piccolissime quote di denaro, per iniziative senza scopo di lucro. Un esempio può essere quello delle associazioni animaliste che si occupano di curare cani e gatti randagi e devono sostenere grosse spese veterinarie
– donazioni con corrispettivo: si offre, a chiunque partecipi con una donazione, un piccolo regalo. Ad esempio una spilla col logo dell’associazione richiedente, un libro che illustri le iniziative, una tessera di co-partecipazione
– micro-impresa: si raccolgono soldi per finanziare o aiutare una piccola azienda. È un metodo molto utilizzato, per esempio, per aiutare i negozi che rischiano di chiudere, i bar che fungono da luogo di aggregazione, i giovani che vogliono intraprendere un progetto ma che non hanno fondi sufficienti
– la partecipazione al capitale sociale: donando si diventa soci ed è la formula consentita dal Consob tramite il Decreto 179/2012

Quando si possono raccogliere i proventi?
Generalmente, chi fa crowdfunding, espone il proprio progetto e inquadra la possibilità di donare in un arco temporale ben definito. I soldi possono essere raccolti e incassati solo allo scadere dei termini. Sembra che il 30% dei progetti presentati siano stati accolti e abbiano racimolato cifre entro i 10.000 euro. Chi, invece, utilizza il metodo della partecipazione al capitale sociale ottiene risultati maggiori: il 90% dei progetti è andato in porto, a quanto dicono le statistiche.

Vuoi finanziare un progetto? Prova col crowdfunding!