Tra volatilità dei mercati, inflazione e regole sempre più stringenti, capire che cosa significhi davvero consulenza finanziaria indipendente è diventato un tema di interesse pubblico. In questo contesto, Studio Tibaldo porta l’esperienza di un team multidisciplinare capace di unire prospettiva finanziaria e lettura fiscale, con l’obiettivo di rendere decisioni, costi e rischi più trasparenti.
L’intervista che segue nasce dall’esigenza di distinguere l’analisi imparziale dalla vendita di prodotti: un approccio fee only, documentato e verificabile, pensato per patrimoni personali e aziendali che richiedono metodo e continuità.
Si parlerà di come si costruisce una policy di investimento chiara, di quali criteri consentono di pesare i costi totali (espliciti e impliciti) e di quali controlli periodici riducono gli errori comportamentali.
Cosa significa davvero “consulenza finanziaria indipendente”
Nel linguaggio corrente, consulenza finanziaria indipendente indica un servizio in cui analisi e strategia sono separati dalla vendita di prodotti. La remunerazione avviene tramite parcella (“fee only”), senza retrocessioni o incentivi da terzi: non si collocano strumenti, non si percepiscono commissioni legate a specifici emittenti, non si spingono cataloghi.
L’attività si concentra su asset allocation, valutazione dei costi totali (espliciti e impliciti), verifica dei rischi e impatto fiscale, con documentazione chiara e verificabile.
Nel quadro normativo europeo, MiFID II distingue l’“independent advice” per due aspetti chiave: assenza di incentivi da parte di soggetti terzi e valutazione di una gamma sufficientemente ampia di strumenti prima di formulare raccomandazioni
A questo si affiancano obblighi di profilazione del rischio, test di adeguatezza/idoneità, trasparenza dei costi ex ante ed ex post e tracciabilità dei processi decisionali. L’obiettivo non è promettere rendimenti, ma ridurre i conflitti di interesse e rendere misurabili le scelte.
Nella pratica, l’indipendenza si traduce in una policy di investimento scritta, in criteri di selezione degli strumenti (liquidità, struttura dei costi, coerenza con l’obiettivo, regime fiscale), in ribilanciamenti periodici e in report che confrontano risultati attesi e risultati reali.
L’eventuale esecuzione degli ordini può avvenire presso intermediari scelti con architettura aperta; il perimetro consulenziale resta distinto dall’attività di collocamento o gestione. Il valore aggiunto non risiede in un prodotto “migliore”, ma in un metodo imparziale, stabile nel tempo e documentato.
I vantaggi per chi vuole pianificare il proprio patrimonio con trasparenza
Qual è il valore concreto di un approccio indipendente? La differenza si misura nell’assenza di conflitti di interesse, nel controllo dei costi e nella costruzione di soluzioni su misura.
La prima condizione evita che la raccomandazione sia influenzata da retrocessioni o incentivi esterni; la seconda consente di pesare il costo totale di possesso, considerando voci spesso trascurate come commissioni ricorrenti, oneri di performance, costi impliciti e impatto fiscale; la terza lega l’asset allocation a obiettivi, orizzonte temporale, liquidità necessaria e tolleranza al rischio.
La trasparenza non è uno slogan, ma un processo documentato: linguaggio comprensibile, report periodici, verifica di coerenza tra ciò che si è pianificato e ciò che accade nei mercati. La gestione degli errori comportamentali viene affrontata con una policy di investimento scritta, con ribilanciamenti e soglie di intervento definibili in anticipo, così da ridurre decisioni impulsive nei momenti di volatilità.
Come si traduce tutto questo nelle scelte di portafoglio? L’analisi parte dalla mappatura di ciò che già esiste, prosegue con la valutazione dei rischi reali (tasso, credito, cambio, liquidità) e approda alla selezione di strumenti coerenti con obiettivi e vincoli.
Se un prodotto non è chiaro, non è liquido o non aggiunge valore rispetto ad alternative più lineari, viene escluso.
La fiscalità entra a pieno titolo nella strategia, soprattutto quando sono presenti posizioni estere o cambi di residenza: la trasparenza dei costi e l’attenzione ai regimi di tassazione diventano parte integrante dell’ottimizzazione, insieme al monitoraggio degli scostamenti e alla misurazione dell’avanzamento verso i risultati attesi.
Come lavora Studio Tibaldo: un metodo su misura per ogni esigenza
Qual è l’impostazione del lavoro, dal primo incontro al monitoraggio? Il punto di partenza è l’ascolto strutturato: obiettivi, vincoli, flussi di cassa, orizzonte e preferenze.
Segue la mappatura patrimoniale e la diagnosi dei costi degli strumenti in portafoglio, con un’analisi del profilo rischio/rendimento e della coerenza rispetto alla situazione fiscale e societaria.
Da qui si definisce una policy di investimento chiara, che stabilisce criteri di selezione, soglie di ribilanciamento, modalità di rendicontazione e responsabilità operative. L’implementazione è graduale e tracciabile, con affiancamento nelle scelte esecutive presso gli intermediari preferiti e con l’adozione di report sintetici e dossier tecnici quando necessario.
Che ruolo ha il lavoro di squadra nel percorso consulenziale? La struttura integra competenze di commercialisti, revisori e consulenti finanziari, così da allineare dimensioni finanziarie, fiscali e societarie.
Il rapporto diretto resta centrale: la comunicazione privilegia chiarezza, periodicità e documentazione accessibile. Nelle fasi di transizione—come passaggi generazionali, riorganizzazioni societarie o trasferimenti di residenza—l’affiancamento diventa operativo, con verifiche legali e fiscali coordinate e con aggiornamenti regolatori incorporati nella policy.
Il risultato è un metodo multidisciplinare che punta alla coerenza tra obiettivi, strumenti utilizzati e regole del sistema, mantenendo nel tempo monitoraggio e accountability senza sovrapporre consulenza e collocamento.
A chi si rivolge la consulenza dello studio
Quali profili traggono più beneficio? La consulenza si rivolge a professionisti e imprenditori che desiderano una governance chiara di portafogli, liquidità e holding; a famiglie impegnate in passaggi generazionali o in percorsi di tutela del patrimonio; a persone interessate a investire con criteri ESG o con vincoli etici; a chi gestisce cambi di residenza o posizioni transfrontaliere. In comune c’è la richiesta di trasparenza su costi, rischi, fiscalità e sulla coerenza tra obiettivi e strumenti utilizzati.
Quali sono gli scenari più frequenti? Eventi di liquidità dopo cessioni d’azienda o immobiliari, riorganizzazioni societarie, piani di rientro in Italia o trasferimenti all’estero, portafogli frammentati con costi difficili da leggere.
In questi casi un approccio indipendente consente di allineare strategia finanziaria, implicazioni fiscali e vincoli personali, riducendo ridondanze e sovrapposizioni operative. In tale cornice, Studio Tibaldo integra la dimensione finanziaria con quella contabile e societaria, mantenendo la consulenza distinta dal collocamento di prodotti.
Perché scegliere uno studio indipendente oggi
Perché è rilevante nel contesto attuale? Inflazione variabile, riallineamenti dei tassi e regole più stringenti rendono utile un filtro basato su metodo e responsabilità. L’indipendenza elimina incentivi commerciali, favorisce personalizzazione e controllo dei costi totali, e permette di adattare i portafogli a obiettivi e orizzonti realmente misurabili.
La fiducia nasce dal processo: profilazione documentata, policy di investimento scritta, ribilanciamenti e rendicontazione comprensibile.
Che cosa ci si può aspettare, in concreto? Un percorso scandito: analisi dello stato attuale, definizione di obiettivi realistici, selezione degli strumenti con criteri espliciti (liquidità, costi, rischi, fiscalità), monitoraggio periodico e trasparenza nelle decisioni.
Ove opportuno, si integrano le indicazioni del caso nella documentazione operativa, mantenendo separate consulenza e collocamento. Non si promettono rendimenti; si lavora su coerenza, qualità dei dati e disciplina operativa nel tempo.
Un contatto conoscitivo consente di capire se l’approccio indipendente è adatto alle proprie esigenze: informazioni di base, obiettivi, vincoli e tempi. Senza impegni commerciali, con focus su fiducia, trasparenza e personalizzazione del metodo.
